La protezione e la tracciabilità: ecco come confezioniamo il luppolo

Confezionamento del luppolo in atmosfera protetta

L’ossigeno e la luce sono i principali nemici dei componenti del luppolo, poiché ne accelerano l’ossidazione e il decadimento aromatico. Per evitare questo problema, confezioniamo il prodotto in sacchetti di alluminio ad alta barriera. Riduciamo l’ossigeno residuo sotto la soglia del 2% attraverso la sigillatura sottovuoto o l’immissione di un’atmosfera modificata di carbo-azoto, bloccando l’invecchiamento dei coni. Come confermato da specifici studi sull’influenza della temperatura e della presenza di ossigeno sulla stabilità degli acidi amari durante lo stoccaggio, proteggere il luppolo da questi fattori è fondamentale per preservarne l’integrità (Hop Storage Index as Quality Indicator su Scribd)

Preservare la freschezza del luppolo nel tempo

Questo sistema di confezionamento isola completamente il luppolo dall’ambiente esterno, mantenendo inalterate le proprietà chimiche e organolettiche misurate al momento del raccolto. I luppoli mantengono così la freschezza originaria e la stabilità degli acidi amari e degli oli essenziali. Per valutare correttamente la freschezza e prevenire l’invecchiamento precoce dei coni, le linee guida tecniche internazionali sottolineano l’importanza di monitorare parametri come l’Hop Storage Index (HSI) di BarthHaas. Per il birraio, questo significa poter contare su una materia prima che si conserva a lungo, performando in sala cotta come se fosse appena raccolta.

La certezza dell’origine del luppolo in ogni lotto

La sicurezza di una fornitura passa anche dalla trasparenza della sua origine. Ogni pacco che esce dalla cooperativa riporta un codice di tracciabilità univoco. Tramite questo lotto, il birraio può risalire all’esatto campo del socio agricoltore che ha coltivato quella specifica pianta. È un sistema di controllo totale che garantisce la massima serietà commerciale e permette di verificare l’intera filiera in ogni momento.